IT" "http://www.w3.org/TR/html4/loose.dtd"> Alexis Schmid, vetrai francesi di origine tedesca Alexis Schmid verrier comtois vetrai francesi di origine tedesca
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Vetreria San Jacopo di Livorno

Où Alexis devient Alessio

Vetreria San Iacopo di Livorno

 

Con il motuproprio del 3 marzo 1777 si concede al gentiluomo vetraio franco- svizzero Alessio Schmidt la facoltà di erigere una nuova fabbrica di cristalli, lastre di vetro e bottiglie nere,ovviamente nel borgo di San Iacopo. Il nuovo concessionario reca con sé suo fratello Giuseppe, suo cugino Melchior Schmidt, Francesco La Croix, Giovanni Battista Michel, Giovanni Maria Belloni ed il giovane Melchior La Croix in qualità di garzone. In città trova anche Giuseppe Intsàfirma di Alexis del 6.7.1774, gentiluomo vetraio di Bastia.
A causa del modesto capitale investito, la nuova vetreria incontranotevoli difficoltà. Fa fatica a costruire un solo fornomentre ne aveva previsti tre. La cattiva scelta dei soffiatori ne è una causa supplementare. Appena in funzione, la vetreria incontra altre difficoltà, in particolare a causa dei costi del trasporto della rena proveniente da Antibes, dalla Corsica e dalla Sicilia. Dopo la prima campagna di produzione, nel luglio 1779, Alessio Schmidt ed Ippolito Podestà devono cedere la fabbrica con tutti gli arnesi. Per la campagna 1780-81, Andrea Racchetti, la cui famiglia è originaria di Altare, viene nominato direttore della fabbrica mentre Alessio e i suoi compagni ci lavorano come impiegati. Però Andrea Racchetti avendo constatato che Alessio era l’unico a conoscere il segreto della fabbricazione dei crogioli, nomina questo, maestro d’opera. Nel 1783, Giuseppe, fratello di Alessio, lascia la vetreria per crearne una nuova con le autorizzazioni governative. Purtroppo, non riesce a realizzare il suo sogno per mancanza di capitali. Tra il 1786 ed il 1796, la vetreria vive un periodo di crisi. Racchetti, senza mezze misure, offre ai suoi operai cattive condizioni di lavoro e salariali. Impone agli Schmidt dei rapporti gerarchici, provocando così frequenti intrerruzioni di lavoro.
La vetreria, sotto altri nomi, proseguirà la sua attività per una gran parte dell’Ottocento.

 

 

 

 

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